
Dopo qualche tornante in discesa il bosco si dirada e lo sguardo ha facoltà di spaziare. Sotto, il lago per tre quarti lo si distingue dalla campagna coltivata solo per un suo latente bagliore, la restante parte è illuminata a giorno dalla luna piena che è riuscita ad intrufolarsi scansando con la forza la spessa coltre di nubi mentre la sagoma scura e merlettata di un un imponente castello, che si arroga il diritto di essere il guardiano di questa opera pittorica naturale, spicca altera tra le fievoli luci dei borghi sottostanti. Questa è una, forse la piu' significativa, immagine simbolo della trasferta valbossina alla Erbaluce Night Trail di Candia Canavese.
Raccontare una esperienza come questa e catalogarla come "partecipazione sportiva" ad una trail a coppie e' semplicemente riduttiva. Non ci si puo' certo esimere dall'esaltare la brillante vittoria dell'etero-duo Cinzia&Stefano perchè grande motivo di orgoglio per i nostri colori sociali ma vorrei insistere sul fatto che la questione competitiva non è stata la motivazione primaria affinchè si affrontasse questa trasferta in terra canavesana. Lascerei ad altri il commentare la spicciola cronaca sportiva con tempi e classifiche perchè proprio non me ne sono interessato, e di questo chiedo scusa; il fine di una partecipazione ad una competizione sportiva è dare il meglio di noi stessi per ottenere il massimo risultato, ma il vero scopo per cui 7 coppie valbossine si sono iscritte a questa gara era il provare qualcosa di nuovo ed insolito.
Correre a stretto fianco di un compagno col quale condividere sensazioni, emozioni e fatica, in uno scenario naturale ancora intatto e, senza aver timore di essere smentito, decisamente affascinante...l'insolita particolarità della partenza serale con la luce naturale che pian piano si affievolisce fino a sparire del tutto, lasciando le speranze di "sopravvivenza" ad una luce frontale che, francamente, in questo contesto bucolico, era probabilmente la nota artificiosa stonata anche se indispensabile. ....dal prossimo anno, per far fede allo spirito trail, torce de pobia di Pizzighettone!!
Nel buio della notte e nel fitto del bosco, è corsa voce che qualcuno dei nostri ha sbagliato compagno e percorso parecchia strada mano nella mano con uno sconosciuto; quando si è accorto dell'errore, pur essendo l'altro dello stesso sesso, il suo cuore era oramai stato trafitto dalla malefica freccia di Cupido e pare che a breve vada a vivere con la nuova anima gemella.. per carità cristiana ne tacciamo il nome ma quando la notizia ci ha raggiunti, la polenta con cotenna di pantegana zabaionata ai finferli dell'Aspromonte bavarese, buono-pasto compreso nell'iscrizione, ci è andata di traverso!
Sui 25 km di percorso (che con lo spread galoppante ne sono risultati alla fine almeno 26..), solo 10% era su asfalto, per il restante 90%, sterrato, tratti in acciottolato, prati, vigneti, radici a vista, ed anche nascoste, e fanghiglia scivolosa hand made del Canavese pura al 100%.
Pianura zero ed altimetria presa copiando pari pari l'ultimo ECG del duo Tllo&Pilo!
In alcuni punti il bosco era comunque veramente fitto ed impervio e, almeno nel caso della coppia Cristina&fff, ci si è trovati per lungo tempo soli ed isolati, senza vedere luci di altri partecipanti...se ci fosse stato un lupo cattivo ed affamato nei paraggi, Gazzada avrebbe dovuto ricorrere al più presto a nuove elezioni e Gemonio fatto festa..fortunatamente per noi aveva fiutato l'odore dello Yeti che pero' alla vista del quadrupede, invece di scappare a gambe levate fischiando nel fischietto che fischia fischi e richiama l'attenzione dei soccorritori, se lo è pappato seduta stante senza offrire al Max nemmeno l'osso sacro da ciucciare! Ornella&MOnica si sono lamentate del fatto che tutti i corridori le scantonassero; ...il loro insistente gossippare aveva ammantato tutta la valle, mettendo in agitazione anche le puzzole ancora rintanate per il prolungato letargo!
Insomma, ognuno di noi ha avuto il suo bel aneddoto che racconterà ai posteri! Erbaluce...non perchè nella gara c'era tanta erba e, correndo al buio, poca luce ma perchè è un vino locale prodotto dei vigneti di quella bella terra del Canavese; una terra ancora vivibile, a misura d'uomo, dove la demografia e' ancora a livelli accettabili e probabilmente una persona è ancora considerata tale, non come purtroppo dalla nostre parti dove non si riesce a fare un chilometro senza incontrare auto e dove l'essere umano e' considerato solo un acquirente da spennare nei centri commerciali. E' stata una bella trasferta, abbiamo faticato, visto dei luoghi molto suggestivi e non convenzionali, abbiamo stretto nuove amicizie e mangiato dignitosamente; cosa piu' importante, tutto è andato per il meglio.
Per quel che puo' interessare, per me è stata una meravigliosa serata di sport ed amicizia anche se sappiamo tutti che purtroppo fra pochi giorni, tutto questo passerà nel dimenticatoio; l'ansia per una nuova avventura prenderà il sopravvento e di Erbaluce e tutto cio' che le è girato attorno rimarrà solo una fredda e rancida cronaca scritta,..forse qualcuno di noi ritornerà l'anno prossimo, come si dice spesso anche per altri eventi..forse..
Non sappiamo fermarci un momento per riflettere e godere di questi, brevi momenti di serenità ..ed e' cosi per tutto, per le cose importanti e per quelle piu' frivole. Anche noi nel nostro piccolo siamo delle belve sanguinarie, una volta mangiato e digerito un pasto, subito pensiamo al prossimo e cosi' via...siamo prede di un sistema che lascia poco spazio ai sentimenti, umani o sportivi che siamo. Recentemente mi ha colpito una meridiana dipinta sulla parete di una casa, sopra una scritta che dice: "io conto le ore, tu riempile d'amore".
Grazie di cuore a chi c'era.....
fff
