
Sono sicuro che quello che scriverò in merito alla gara trentina di ieri, troverà molti che saranno d’accordo con me ed altrettanti che non lo saranno. Ieri a San Giacomo di Brentonico si sono svolti i campionati italiani FIDAL di corsa in montagna sia assoluti che a squadre e tutti noi ci aspettavamo un evento organizzato coi fiocchi. Le avvisaglie che le cose sarebbero andate diversamente le si potevano scorgere già da tempo sul sito del Crus Pedersano (che per inciso da ieri non funziona più – che sia in sciopero per protesta?). Qui infatti un evento importante come i campionati nazionali, aveva uno spazio ridicolo; si trovavano i dettagli andandoli a cercare all’interno della gara denominata San Giacomo Altissimo ed addirittura in una parte del sito si diceva che la corsa non era valida per i campionati e da un’altra si spiegava come calcolare i punteggi per il campionato di società. Insomma si notava molto pressappochismo. La logistica nel luogo di ritrovo era buona, con un ampissimo posteggio per poche macchine, la distribuzione dei pettorali non ha posto particolari problemi. Pacco gara contenente una maglietta verde di cotone (l’ennesima orribile maglietta di cotone che finirà nel mucchio degli stracci per la polvere), una mela, mezzo chilo di pasta della Coop, 6 bustine di integratore di sali minerali ed il buono pasto; un po’ pochino per il tipo di evento organizzato, sufficiente considerando che in tutto si pagavano 10 Euro.
La prima sorpresa è che non ci sono i chips; forse noi varesotti siamo abituati bene dal team PU.MA Sport in quando a rilevamenti elettronici dei tempi di gara, ma sinceramente una FIDAL che non impone, almeno a livello di gare nazionale, i chips, ci fa una brutta figura (insieme agli organizzatori).
Verso le nove partono i TM che faranno solo il giro lungo, poi alle 9.40 dovremmo partire noi master. In realtà, e non si sa bene perché, dopo la spunta dei pettorali, veniamo “parcheggiati” nel pratone adibito alla partenza e sotto il solleone attendiamo mezzora prima dello start.
Subito dopo la partenza le note dolenti che faranno discutere i lettori pro e contro le corse (?) in montagna. Corriamo in leggera salita il primo Km per poi affrontare una salita al 20-25% (?), che costringe i più a camminare, finita la quale si affronta una discesa altrettanto ripida e scivolosa che causa la caduta di più di un corridore. Si ritransita, all’arrivo per affrontare poi il giro lungo, già percorso dai “giovani” TM. Anche qui dopo 1-1,5Km ci troviamo di fronte un muro, solo che questa volta è veramente impegnativo e soprattutto molto, molto lungo (2-2.5Km?). A tratti si è all’ombra ma per buona parte della “camminata in montagna” siamo sotto il sole cocente. Io sto sudando come un porcello sul girarrosto, ho un sete da deserto ma di ristori non se ne vedono. Trovo a metà salita il Fiurash che ci da indicazioni tattiche e ci dice che per lo spugnaggio mancano 7-800m poi altri 200-250 per l’agognata acqua. Continuo a salire ciondolando per il caldo, la fatica, e la sete, incontro dei camminatori con il loro stupendo cane che mi dicono essere un incrocio tra una femmina di pastore tedesco ed un lupo canadese (mah, sarà anche così, ve la vendo come l’hanno venduta a me), poi in un breve tratto corribile raggiungo Manuel vittima di qualche crampo.
Finalmente scolliniamo e troviamo l’acqua. Sono un cammello; incorporo un litro del prezioso liquido e riparto per il tratto più bello della gara, un sentiero in costa che rimanda un panorama mozzafiato della valle sottostante. Poche centinaia di metri e comincia la lunga discesa (no comment) che ci porta, finalmente, all’arrivo.
Il ristoro post gara è evanescente; the freddo Ristora (neanche the vero), sali minerali annacquati, uvetta, biscotti secchi, wafer e qualche bottiglia di aranciata, di acqua neanche l’ombra (almeno quando sono arrivato io) per contro l’unica signora gentile (?) che distribuisce i sali mi indica i rubinetti da cui sgorga pura acqua di acquedotto. Fantastico ed eccezionale come ristoro dei campionati italiani di corsa in montagna.
Fin qui un giudizio (personale?) sull’organizzazione (pessima) ora vi dirò cosa penso del percorso.
Io dico che se parliamo di corsa, si deve poter correre o almeno devono poter correre la maggior parte degli iscritti, diciamo un 80% Ma quando l’80% e più è costretto a camminare causa impervietà del percorso, questa non è più una corsa; certo, resta una gara ma non una gara di corsa, forse è una gara podistica nel senso che si va a piedi, ma noi siamo corridori, non camminatori. E’ come se ai mondiali di fitwalking (camminatori per eccellenza) si presentasse Tony Krupicka (foto di apertura), massimo esponente delle corse estreme in montagna. Vincerebbe a mani basse correndo a velocità siderali, ma sarebbe onesto? I fitwalker sono camminatori non corridori! Noi siamo corridori e non camminatori!
Termino dicendo che comunque è stata una bella giornata passata con tanti buoni amici. Tutto sommato mi sono divertito. Purtroppo al momento non posso dare “i numeri” perché come già detto il sito della gara è in tilt. L’unico risultato che ricordo è il 50° posto di categoria di un certo…. Non facciamo nomi, ma l'indizio è nella foto qui sotto.
In imbocca al lupo a Gabriele che dopo la gara è stato costretto a ricorrere alle cure mediche forse per un’insolazione.
Il pilo