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Oggi,ritirando i premi della gara del Piede d'Oro,svoltasi ad Arcisate,vinti da Alice Vicario classificatasi quarta e da Marco Montisci,neo iscritto classificatosi terzo,ho riflettuto sulla bravura e sull'impegno di questi ragazzi.E' sorprendente che un bambino di quell'età si lasci affascinare dalla passione per la corsa,una disciplina che di solito lascia indifferenti i ragazzi attratti più dagli sport di squadra quali il basket o il calcio,in cui prevale la voglia di vincere e di divertirsi insieme agli altri.Per quanto riguarda  il nostro gruppo,in questi ultimi anni,abbiamo annoverato tra gli iscritti un discreto numero di giovani entusiasti di intraprendere questo sport.Infatti,ricordo:Lorenzo Zanotti,Eleonora Zanotti,Paladini Molgora Silvio,Sabino De Mieri,Francesca Pilotti,Beri Federico,Beri Alessandro, Alice Vicario, Martina Poggioni e Montisci Marco. Mentre alcuni hanno intrapreso altre discipline sportive,altri,come ad esempio Lorenzo,sono rimasti fedeli alla corsa.Lui,in particolare,grazie al suo impegno e alla sua predisposizione per questo sport é entrato a far parte dell'atletica di Gavirate, nonostante la sua frequenza al liceo artistico che costituisce un grande impegno per lui.Ciò dimostra che chi dice che i ragazzi non sanno fare sacrifici,dovrebbe mettersi nei panni di questi giovani che pur tra scuola e altri impegni coltivano con molta tenacia le loro passioni,sacrificando,ad esempio,il riposo della domenica mattina per gareggiare.Ma tutto ciò non sarebbe possibile senza l'aiuto e il contributo dei genitori che ringrazio vivamente.Attualmente Alice, Martina e Marco sono i ragazzi che fanno parte del nostro gruppo.Alice e Martina sono molto appassionate a questo sport tanto da trasmettere la loro energia ai genitori. Marco,invece,nonostante si sia iscritto da poco,promette di diventare un buon atleta.Proprio per i nostri giovani,per il resto del gruppo ma anche per chi volesse iniziare a correre mi sono già messo in contatto con la nuova amministrazione comunale per poter usufruire di alcune ore della palestra di Azzate.Per concludere,mi auguro innanzitutto che questi ragazzi possano arrivare lontano per essere protagonisti di uno splendido futuro e inoltre,che possano "contagiare"gli altri con la loro stessa passione,perchè la corsa è uno sport che da ricchezza al la vita e aggiunge vita agli anni.
                                                    A.De Mieri

9 commenti
  1. president 29 giugno 2009 15:13  

    Vorrei scusarmi perchè nella foga dello scrivere questo articolo ho dimenticato inavvertitamente tra i nomi dei ragazzi che fanno parte del gruppo Crosta Luca e De Luca Andrea.Mi scuso ancora sia con i ragazzi che con i loro genitori.

  2. Anonimo 29 giugno 2009 21:57  

    Ottimo Sig. De Meri; Evidenziare che delle giovani promesse fanno parte del gruppo Valbossa porta molti punti a Vostro favore. Spero e mi auguro che in loro ci sia più spirito di gruppo che altro. L'importante che non prendano esempio da alcuni che pensano a presentarsi a gare come se fossero solo loro a correre. Forza giovani Valbossini.
    Dario P.

  3. kiaretta 30 giugno 2009 07:46  

    E' vero nel nostro gruppo ci sono tanti ragazzini che sono felici di correre, ma sono una piccola elite infatti corrono perchè alle loro spalle ci sono dei genitori che lo fanno e quindi si sono avvicinati a questo sport.
    Quando si dice che non c'è ricambio generazionale è vero, una volta era la scuola per prima ad avvicinare i giovani all'atletica c'erano i giochi della gioventù e poi i vari campionati provinciali regionali e nazionali dove se c'era il talento si vedeva.
    Se non cambia qualcosa alla base avremo sempre più ragazzini pigri che non sanno che direzione prendere.
    Se poi guardiamo l'età media di chi frequenta le garette è veramente alta (della mia categoria ci possiamo contare su una mano)e non credo perchè fanno tutti gli assoluti (sono pochi anche qll)ma forse perchè gli stimoli esterni spingono diversamante infatti la corsa è dura è uno sport solitario è noiosa(dicono così) allora meglio fumare una sigaretta bere un cuba libre e fare le cinque in discoteca...ne riparliamo tra dieci anni!

  4. Maxxico 30 giugno 2009 09:19  

    Non credo che la situazione dello sport giovanile sia quella che hai illustrato.
    Dalla mia esperienza di padre posso affermare che, rispetto a qualche decennio fa, quasi la totalità dei ragazzi è impegnata in uno sport. E' raro incontrare un ragazzino che non pratica nessuno sport. In più, io penso che ad un adolescente l'esperienza in uno sport di squadra sia fondamentale, perchè lo aiuta a crescere e a maturare.
    La stragrande maggioranza di loro considera la corsa come fatica senza divertimento e, se devo essere sincero, anch'io la pensavo così fino a 10 anni fa.
    L'importante è fare sport, qualunque esso sia.

  5. Rita 30 giugno 2009 10:08  

    Posso confermare che i giochi della gioventù, i vari campionati provinciali e regionali scolastici di atletica e altre discipline sportive, ci sono ancora. I miei figli partecipano sempre con grande entusiasmo. Per Eleonora e Lorenzo fare sport è fondamentale, fa parte della loro vita. Forse sarò stata fortunata, oppure le nuove generazioni non sono negative come talvolta vengono descritte.

  6. fff 30 giugno 2009 14:36  

    Chiara ha toccato un tasto dolente e veritiero e che, volendo, può portare ad una diatriba infinita
    Chi ha qualche autunno sulle spalle non può esimersi dal fare paragoni con il passato, senza però ovviamente non considerare il fatto che ci siano stati cambiamenti epocali avvenuti in maniera talmente repentina da esserne travolti.
    Ricordo quanto eravano emaciati ma scattanti e veloci noi ragazzini degli anni '60; all'oratorio (no, non è un vocabolo del mesozoico, ma un luogo che formava "spiritualmente" ed anche fisicamente i bocia di allora) per fare una partitella bisognava aspettare molto tempo per la quantità di ragazzini che voleva giocare sui vari campi.
    Non ho figli leggittimi, la moltitidine di quelli illegittimi non sò che fa (hi..hi) ma conosco genitori che caricano i loro pargoli di infiniti doposcuola: judo, nuoto, pattianngio, pianoforte, violino, ecc., ecc.,.
    Giunti nel periodo di maturazione sessuale questi mollano tutto e si danno all'happy hours sfrenato ed incontrollato ed ecco che escono i ragazzi di oggi, magari belli alti ed intelligenti ma con le manoglie dell'amore ben sviluppate e la propensione all'unico sport accettato: l'alzata di gomito.
    Anche la tecnologia, elettronica ed alimentare ha portato scombussolamenti, spesso negativi, nella vita di oggigiorno e vabbè verrebbe troppo lunga ma penso abbiate capito.
    Nel podismo i quarantenni-cinquantenni abbondano ma sotto i trenta c'è il deserto dei Gobi........ci sarà un motivo....eh!!
    Buona fine di giugno

  7. kiaretta 30 giugno 2009 14:54  

    ops io ho riportato qnt dicono le statistiche e le realtà che conosco cioè le scuole medie ed elementari e mi risulta nella mia zona perlomeno che certe attività non ci siano( per un quindicennio da quando ho finito io, non ci sono state) e che cmnq l'atletica non viene pubblicizzata...parlavo infatti di una mancanza di iniziative in qst senso da parte della scuola o degll insegnanti ... però non ho la verità in tasca... ben venga che i ragazzi facciano degli sport qls sia...
    non credo che quando si parla di generazione negativa ci si riferisca ai vostri figli ma più ai miei coetanei cioè ai ragazzi degli anni ottanta figli del boom economico e del benessere che si ritrovano a trentanni a volere solo ciò che la "società vuole che vogliano" senza capire quali sono i loro reali bisogni. era per qst che facevo l'ultimo riferimento. ma sono fuori tema

  8. kiaretta 30 giugno 2009 14:57  

    fff assieme abbiamo scritto... idem pensiero

  9. Maxxico 30 giugno 2009 18:16  

    In effetti sono i ragazzi tra i 20 e i 30anni che si allontanano dallo sport ed è solo quando cominciano ad appesantirsi che si convincono a ricominciare.
    Solo chi fa parte di un gruppo affiatato, che va al di là del puro sforzo fisico, riesce a restare all'interno del mondo sportivo. E' per questo che sostengo l'importanza delle società sportive come servizio di educazione sociale.