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VERTICAL DEL GRIGNONE

Pubblicato il 30.5.16

Tutt d'un fiàa 7,5 k 1800 +

pasturo_2Ancora ai piedi del Grignone. Per me però qualcosa di nuovo. Oggi non si corteggia la montagna e la sua cima con lunghi giri, non se ne accarezzano le guglie accuminate ne si perde lo sguardo sognatore fra le sinuose forme. Oggi è una dichiarazione d'amore diretta e spavalda, un bacio sulla bocca al primo sguardo. Oggi è il giorno del Vertical del Grignone.

Partiti. Il gruppo è onda di torrente in piena, ma la pendenza immediatamente severa ne argina l'impetuosità. I primi comunque riescono a correre efficacemente ed è bello scorgerli ormai lontani nel loro gesto sorprendentemente elegante e leggero. Caldo afoso, un sole opaco stilla goccie di sudore che luccicano sui sassi levigati della mulattiera mentre si guadagna quota. Ottocento metri di dislivello fatti, il ristoro del Pialerall con il cuore che martella nelle tempie e una vaga sensazione di vertigine dovuta all'intensità dello sforzo. Le nubi che nascondono la meta si aprono per qualche istante ed è un momento destabilizzante. La mente vacilla, troppo lontana appare quella cima, persa nel cielo, troppo per pensare di scalarla a quei ritmi. Ma sono fantasmi passeggeri, spazzati via dal primo soffio di brezza. Sono qui per questo, per salire così, determinato a provarci fino in fondo. Qualche minuto di relativa tranquillità poi la pendenza riprende brutale con diagonale verso sinistra in direzione del bivacco Merlini. Siamo avvolti dalla nebbia e tutto si fa ovattato e sfuggente. Il proprio respiro, quello degli altri, le figure di chi precede e il tifo che dalla vetta rotola fin quaggiù, tutto pare astratto e irreale. Al bivacco si esce in cresta per percorrerla verso destra. Il più è fatto, ma il tratto è ancora lungo ed impegnativo e solo negli ultimi minuti dietro l'ennesimo sperone compare il profilo del rifugio di vetta dove è posto l'arrivo. L'incitamento di tutti per tutti è tanto, non si può mollare fino all'ultimo metro, fino all'ultima goccia di energia. Taglio il traguardo con un gran sorriso e un'enorme senso di appagamento ma lo sforzo è stato tale da procurarmi qualche secondo di capogiri. Un paio di bicchieri di the, l'antivento indossato e tutto si normalizza.

Scesi al Pialerall incomincia il terzo tempo e si va avanti per ore. Musica, balli, risate, aperitivo, polenta, birra, fragole, premi per i primi dieci uomini e donne e a sorteggio. I ragazzi del team Pasturo, organizzatori di questa prima sono gli stessi della Zacup e sono una forza della natura. Quello che creano risquote sempre gran successo e massimo apprezzamento da parte di tutti. Con loro si hanno sempre percorsi spettacolari, massima cura e sicurezza e gran agonismo tutto con un'atmosfera di vera festa prima, durante e dopo.

Su 230 partiti sono arrivato 116. Può sembrare un risultato un po' mediocre e forse lo è, ma con il livello qualitativo che c'è in queste gare sarebbe quasi ridicolo per me pensare alla classifica. Mi ero posto come obiettivo realistico oltre l'immancabile divertimento chiuderla entro le due ore e con 1:52:04 mi ritengo ben più che soddisfatto.

Alberzek

2 commenti
  1. pilo 30 maggio 2016 08:21  

    Come sempre sei un poeta.
    Il nostro poeta di montagna

  2. Dario Corà 31 maggio 2016 07:20  

    Complimenti Alberto è sempre un piacere leggere i tuoi racconti al lunedì...