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Un lungo viaggio

Pubblicato il 18.10.11

di Alessio S.

clip_image002Sono appena tornato a casa da Amsterdam e dopo aver fatto partire la lavatrice sono a letto, ma non riesco a dormire. Cerco di raccogliere i pensieri e le emozioni di 4 intensi giorni trascorsi con i miei amici: un'altra maratona a unirci ancora ma questa volta all'estero, una città tutta da godere e una scommessa o meglio una sfida con me stesso. Abbattere un muro simbolico, varcare un limite e per chi ne sa qualcosa beh, sa quanto sia difficile. L'amico Alberto mi aveva avvertito un anno fa: se ti assale la "scimmia delle 3 ore"... e infatti da quando ci siamo iscritti a questa nuova avventura una particina di me ci voleva fermamente credere, nonostante sia quasi un neofita della distanza; i miglioramenti si vedevano però e mi lasciavano credere che si, forse si poteva fare.
La maratona è un lungo viaggio: il mio è partito dai sentieri di un isola sul baltico, all'alba, con le scogliere bianche tra il blu del mare e il verde intenso dei prati. E' passato dalla calura estrema del sud della Sicilia vicino ai fenicotteri in una riserva naturale, e poi alle montagne innevate che si specchiavano in un lago alpino; si è quasi fermato 3 settimane fa quando l'influenza mi ha fermato proprio il giorno prima del lungo di 36km. E' ripartito con tante ore di corsa per recuperare tra il vento forte la mattina presto, al parco qui a Torino, e ancora con un perfido dolore ad un polpaccio 2 giorni prima di partire.
Trattenersi poi dagli svaghi offerti da Amsterdam diventa una dura prova: i dehor degli innumerevoli bar dove la birra scorre a fiumi sono pieni di gente ma dobbiamo cercare l'immancabile pasta e il riposo prima di godercela.
Le ultime intense ore di questo viaggio scivolano sulle melodie rock dell'ipod che mi carica e mi scalda nella fredda mattina olandese; tra i tanti atleti che si avvicinano alla pista di atletica dello stadio trovo i miei compagni di viaggio: Fabrizio parte con me e ancora una volta trovare un amico al proprio fianco si rivela ben più di un prezioso aiuto.
L'entusiasmo e gli incitamenti del pubblico ci accolgono lungo i viali che partono dallo stadio e l'andatura allegra ci porta un po' a strafare nei primi km; Fabrizio mi dice i passaggi, faccio 2 conti e so quello che dovrei fare ma alla fine mi succede spesso di far così: tenere a freno l'impeto mi risulta difficile delle volte. La mia solita bottiglietta di acqua e enervit legata in vita mi accompagna lungo il fiume Amstel, quando dopo 10 km si è già tra ampie distese di verde e canottieri che si allenano. I km passano, una banda di soli fiati suona tra le piccole casette adagiate sul fiume, da una barca che naviga lenta suonano dal vivo improbabili canzoni olandesi, i cartelloni e il tifo si sprecano tra il sole che comincia a scaldarci.
Gli immancabili pensieri che si innestano nella mente nei momenti di fatica mi accompagnano nel rientro in città: "ma chi me l'ha fatto fare", "non ne farò più, questa è l'ultima". Ma anche "ho proprio voglia di correre ora", "riesco ancora una volta a fare la maratona", "ce la sto facendo"; un frullato di frasi miste si accavalla nei ricordi.
Fabrizio mi dice di andare pure ma anche io sono un po' tirato ormai; i lunghi viali con qualche salitella sono fatti di alti palazzi moderni e poi di nuovo canali, majorette e musica techno. Il percorso piatto e veloce è adatto a spingere e migliorarsi; le strade e le piazze di Roma e Firenze però mi hanno regalato emozioni ben diverse, riempiendomi anche gli occhi di entusiasmo.
Comincio a stringere i denti ma siamo a meno 5, meno 4, meno 3, di nuovo il Vondelpark, meno 2, sto quasi per saltare ma ci sono ancora 9 minuti da fare e cosa volete che siano 9 minuti di corsa dopo questo lungo viaggio... una sciocchezza no?
Fabrizio mi stacca ma poi mi aspetta; alla fine mi confesserà che mi avrebbe avuto sulla coscienza se non ce l'avessi fatta. Intravedo lo stadio e tanta gente, giro a destra e passo sotto gli spalti e sono sulla pista; non ricordo bene tutto: il mezzo giro è trance ormai, è respiro corto e tirato, gambe dure e viso segnato dalla fatica. Il mio messaggio da mostrare è ben teso; l'immagine del traguardo, davvero sfocata dalla fatica, è qui e le mani ben alzate con quelle di Fabrizio si aprono per aiutarmi a saltare oltre quel limite.
Le lacrime sono li ma le ricaccio dentro, forse sbagliando; voglio vedere chi sta arrivando e urlare forte per i miei amici.
E' finito così il mio lungo viaggio; setaccio e raccolgo le immagini che si son scolpite qua e la, spengo la luce e trovo un po' il senso: poter condividere queste emozioni con gli amici è qualcosa di unico, farlo per quarantaduemilacentonovantacinque metri fianco a fianco è davvero un dono prezioso.
Ed è la seconda volta che mi capita.
Sono fortunato.
Davvero.
Buona notte

7 commenti
  1. Silvano 18 ottobre 2011 19:29  

    Complimenti Alessio !!!
    Adesso i sentieri ti aspettano ;-)

  2. president 18 ottobre 2011 21:36  

    La forza di volontà prevale sempre,bellissima descrizione sentita vivamente per aver chiuso la maratona sotto le tre ore. Grande Alessio!!! Continua così.

  3. Anonimo 19 ottobre 2011 00:32  

    Che soddisfazione!
    Bravo!
    dual

  4. tillo 19 ottobre 2011 12:48  

    complimenti... e sappiamo cose c'è dietro a un risultato cosi

  5. Anonimo 19 ottobre 2011 18:06  

    Bella Ale! Ammiro molto la tua costanza nell'allenarti quando ti poni un obbiettivo con risultati che poi spaccano di brutto! Complimenti!
    Alberzek

  6. Lizia 24 ottobre 2011 23:23  

    Scusate...arrivo solo ora...ma non ho capito una cosa..x poter entrare nella classifica del trofeo qualIta' bisognava partecipare almeno a 5 gare giusto? ho fatto di tutto x raggiungere il numero minimo, visto ke anche l'anno scorso x motivi piu' gravi ho dovuto saltare l'ultima (che mi avrebbe permesso di entrare in classifica piazzandomi 4a). Qs anno destino vuole che gli eventi ancora una volta abbiano deciso x me. Mi sono ritrovata a dover correre x forza le ultime due gare in calendario e l'ho fatto..la lotta x il secondo posto era solo con Giovanna. Purtroppo come gia' detto una distorsione in corso di gara mi ha costretta a fermarmi circa a 4km dal traguardo, quando dopo quasi 2km di "zoppicata" mi ha raggiunta proprio Giovanna (che e' stata grande e ha provato a spronarmi, ma l'esperienza di cazzate passate e il dolore mi hanno invece spinta a fermarmi)..pazienza..pero' pensavo di poter riuscire a entrare lo stesso in classifica pur con il punteggio piu' basso dei presenti. Invece mi sono ritrovata un punteggio pari a zero...come se me ne fossi stata a letto e non ci avessi neppure provato. E pensare che anche con il punteggio piu' basso (85) assegnabile x la giornata in base ai presenti sarei arrivata seonda... Non lo trovo molto giusto ma se cosi' e' deciso...

  7. pilo 25 ottobre 2011 08:12  

    Ciao Lizia, purtroppo la classifica io la estrapolo da quella del Piede d'oro e li non risultavi (ho capito solo ora che ti sei ritirata per una storta, spero che adesso tutto sia a posto).
    E' per questo che ho più volte invitato gli atleti a segnalare (come ha fatto Tillo) eventuali errori che possono essere commessi in buona fede.
    Alla prossima riunione del consiglio sottoporrò sicuramente il tuo "problema". Vedremo cosa fare per la soddisfazione di tutti.

    Claudio