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By aLe

image Avere un po’ di amici eporediesi (di Ivrea) significa venire a conoscenza di 2 cose: il carnevale di Ivrea con la famosa battaglia delle arance e la mitica gara in salita Ivrea Mombarone. Il Mombarone è una montagna delle Alpi Pennine che domina, dall'alto dei suoi 2.371m, Ivrea e tutta la serra morenica e da 34 anni è teatro dell'arrivo di questa imperdibile gara per gli appassionati di montagna. Quando ho visto che le previsioni meteo erano buone ho deciso di iscrivermi mentre il "terrorismo psicologico" attuato dai soliti amici ("sarà una mazzata", "è durissima", "ci ho messo 3 ore solo a fare gli ultimi 1000m") mi ha fatto pensare un pò ma tanto alla fine se uno non ce la fa può sempre ammirare tranquillo e godersi del panorama.
Domenica mattina l'imponenza del Mombarone non incute timore nei 300 iscritti che sembrano conoscersi tutti, sempre presenti ogni anno a sfidarsi sui sentieri, pronti a migliorarsi di qualche minuto o per battere il compagno di squadra. Si parte dalla piazza centrale di Ivrea e dopo 10 minuti si è già sui sentieri lungo il lago Sirio e poi nei boschi; la prima parte del tracciato che porta ad Andrate e poi al Rifugio S. Giacomo è corribile (14km 1000D+) tranne qualche duro strappo che sale per la serra morenica. Tanti ristori lungo il percorso non fanno mancare acqua agli atleti in una giornata davvero gradevole mentre nei piccoli borghi non manca il tifo per tutti. Dopo Andrate si susseguono piccoli sentieri e una strada asfaltata a tornanti che porta arriva al rifugio di San Giacomo; da qui partono escursionisti e amici che inciteranno gli atleti lungo la dura salita. Fin qui tutto bene ma ora arriva proprio il "bello" della gara: 6km, 1000m di dislivello; i tratti in cui si può correre sono davvero pochi e il fiato comincia condensarsi in nuvolette. Si cammina dunque e piano piano finiscono i boschi e si apre una magnifica vista sulle montagne che ergono da una coltre di nubi che copre la pianura torinese: è bellissimo! Si arriva fino a un piccolo laghetto (e qui la voglia di fermarsi per un pediluvio è forte) dove non mancano gli applausi e la simpatia degli organizzatori che chiamano per nome ogni atleta che passa sotto lo striscione degli ultimi 4 km e suona una piccola campana; anche gli escursionisti incitano ogni atleta consapevoli dello sforzo che stiamo facendo. Dallo striscione in poi si erge letteralmente un muro e qui si cammina davvero con fatica; mi si accende la "spia del serbatoio" e comincio ad andare più piano mentre i veri montagnini col passo deciso mi superano. Mancano "solo" 3 km e devo dire che sono stati i più lunghi mai fatti; alla fine non mi voglio tirare "nero" ma voglio comunque finire entro le 3 ore. Si arriva all'ultimo rifugio proprio sotto la Colma del Mombarone e si vedono piatti di polenta uscire dalla cucina; negli ultimi tornanti sembra di essere sul Mortirolo al giro d'Italia con tanta gente che fa il tifo. Ultimi gradini e finisco in 2h58' la mia prima Ivrea-Mombarone proprio sotto il monumento al Cristo Redentore mentre da lontano si notano il Monviso, il massiccio del Gran Paradiso e il Cervino. Un ristoro con tè caldo, panini e un k-way accoglie via via tutti gli atleti mentre il sole rende indimenticabile questa bella giornata.

Per la cronaca vince la gara maschile Milesi Davide in con un'incredibile 2 04'40" mentre tra le donne Belletti Marcella ha la meglio in 2 28'51" battendo di un secondo Perico Enrica: dopo 20km e 2100m di dislivello neanche l'arrivo assieme... bah!
Insomma 20 Euro di iscrizione, bella maglietta tecnica, tanti ristori lungo il percorso, tanto tifo, alpeggi dove acquistare ricotta fresca e un paesaggio imperdibile.

Consigliata a tutti i valbossini che amano scarpinare!!

amicidelmombarone
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1 commenti
  1. Anonimo 21 settembre 2010 08:54  

    Complimenti per la bella salita e il crono niente male.
    La tengo presente per il prossimo anno.
    Alberzek