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Si è svolta oggi l'ultima gara valida per il campionato italiano di skyrace. Con partenza e arrivo da Pasturo, a pochi km da Lecco, il percorso si inerpicava sui fianchi del gruppo delle Grigne toccando prima la vetta della Grignetta a 2170m e poi la vetta del Grignone a oltre 2400m. 43Km e D+ 2300m molto impegnativi e con passaggi tecnici su roccia e vie attrezzate hanno portato alla vittoria lo spagnolo Hernandez seguito dall'altoatesino Matteo Piller Hoffer e terzo Fulvio Dapit. Ci sono volute invece quasi 6 ore per Emanuela Brizio per vincere seguita da una agguerrita e competitiva Cecilia Mora a circa 6 minuti. Terzo posto per Corinne Favre che sta dimostrando di essere sulla buona strada per tornare ad essere la grande campionessa che tutti conosciamo a quasi un anno dal brutto incidente himalaiano.

Contemporaneamente si svolgeva anche la più breve mezza delle Grigne di 20km e D+ 1500m. Unico rappresentante della Valbossa ho trovato alla partenza anche Stefano Beltramello (Verbano), il Fiurash Davide Passeri e “l'asfaltista” Giordano Piffero (entrambi Whirlpool). Giordano ultimamente sta frequentando un po' di più i monti, forse per noia verso l'asfalto o forse............

Ho definito questa gara il coito interrotto in quanto non transita su nessuna vetta anche se la vedi li sopra e sarebbe bello arrivarci e invece ad un certo punto punto del sentiero si comincia la discesa. Mentre la gara lunga parte alle 7,30 noi della corta vediamo il via alle ore 9 in punto. Poche curve in salita e siamo già fuori dal paese. Primi km nel bosco a tratti scivoloso a causa delle piogge passate poi un misto di sali scendi fino al km 8. Qui si esce allo scoperto e in un km saliamo di 450m con tratti di roccette abbastanza impegnativi. Soffro abbastanza i primi km, incrocio Giordano che si ritira causa un risentimento muscolare, poi sulla parte dura recupero un po' ed effettuo qualche sorpasso. Però mi accorgo che non è giornata, le gambe sono pesanti e anche nella successiva discesa sono poco reattivo. Nella seconda salita fatico molto e comincio a sentire un sasso entrato nella scarpa ma non voglio fermarmi. Lo sento che si sposta fino a fermarsi sotto la piega dell'alluce sinistro. Quando incomincia nuovamente la discesa sento proprio male ma continuo per circa 2 km prima di fermarmi a toglierlo. Mi accorgo che sotto al dito c'è un taglio abbastanza aperto. Gli ultimi 6km sono un calvario, lo sfregamento con la calza è molto doloroso e correndo storto mi provoco i crampi all'altra gamba. Ad ogni torrente bagno la scarpa così il fresco mi da sollievo per qualche centinaio di metri. Ma fermarsi non si può, da lì bisogna comunque uscire con le proprie gambe quindi guadagno l'arrivo con un tempo disastroso. Trovo Giordano che mi consola un po' e poi via verso la doccia. In palestra c'è già Stefano, bello cotto anche lui mentre dopo un po' ecco Davide sereno, sembra abbia fatto una dieci km tanto è tranquillo. Oggi doveva essere un allenamento per me, invece mi porto a casa un piede malconcio e le gambe provate più del dovuto. Una nota sull'organizzazione: tutto bene, percorso segnato a prova di errore, ma devo dire pochi punti di rifornimento. Chi non aveva con se la borraccia a sofferto la sete e in una gara di questo livello non me lo aspettavo. Buone corse a tutti.

Il Poggio.

2 commenti
  1. fiurash 22 settembre 2009 19:33  

    O Poggio non dire così, poi la kiaretta mi cazzia che non mi impegno mai... ero stanco anche io e ieri con le gambe un po' legnose, forse ti sei impressionato quando mi hai visto ripercorrere di corsa la salita all'arrivo della Manu per andare a festeggiarla?!?!

    Poi riguardo i pochi ristori, nel breafing avevano detto che ci sarebbero stati 9 ristori nella marathon e 3 nella mezza in coincidenza dei rifugi e in base alle condizioni meteo, l'elicottero avrebbe portato su qualcun'altro nella lunga, con tutti gli uomini possibili a disposizione.

    Più che altro c'è da sottolineare che troppi imbecilli si improvvisano trailer o skyrunners e partecipano a queste gare rifornendosi nei ristori e gettando le bottiglie nel bosco lontano dai raccoglitori... mi riferisco alla zona del rifugio Riva.
    Ciao

  2. Il Poggio 23 settembre 2009 10:40  

    Sono d'accordo Davide, infatti io mi porto la borraccia, però in gare di questo livello mi aspetto qualcosa di più, Premana insegna !! Per le bottiglie in giro hai ragione, è pieno di imbecilli e maleducati, ci vorrebbero dei controlli in più per fare rispettare ciò che era scritto nel regolamento riguardo l'abbandono di rifiuti. Ciao ciao